Giuseppe Profeta

Giuseppe Profeta, antropologo
di Lia Giancristofaro

Nato ad Arsita (TE), ha conseguito la Libera docenza universitaria ed ha vinto il concorso di Professore ordinario in Scienze demo-etno-antropologiche. In tale veste ha insegnato nelle Università di Calabria, dell’Aquila, di Chieti e di Teramo. Ha ricoperto la carica di Direttore di Istituti scientifici universitari e di Preside di Facoltà in vari atenei. Membro di associazioni culturali italiane e straniere, ha partecipato a convegni nazionali e internazionali (Palermo, Parigi, Mosca, Helsinki, Bucarest). E’ stato responsabile, per oltre un ventennio, della sezione italiana della “Internationale Volkskundliche Bibliographie”, la bibliografia internazionale del folklore pubblicata in Germania, ed ha scoperto e recuperato gli otto volumi manoscritti della “Bibliografia delle tradizioni popolari d’Italia” di Giuseppe Pitré. Ha ideato e diretto la collana “Documenti e studi di vita tradizionale-popolare” della Casa editrice Japadre (L’Aquila-Roma). E’ Presidente della giuria del “Vernaprile”, premio per la cultura abruzzese. E’ stato primo Presidente della Casa di Dante in Abruzzo ed ha ricevuto il “Paliotto d’oro”, premio riservato ai cittadini illustri di Teramo, dove attualmente vive.


 

Seguono le sue principali pubblicazioni di carattere demo-antropologico:

Canti nuziali nel folklore italiano (Olschki, Firenze 1964; ha in oggetto i canti nuziali nel folklore italiano e studia la “partenza” della sposa).

Poesia e popolo nell’opera di Modesto Della Porta (CETI Edizioni, Teramo 1964; prima bibliografia e ricerca folklorica nell’opera del poeta dialettale abruzzese.

Leggende di fondazione dei santuari (Olschki, Firenze 1972; ha in oggetto le variazioni dei motivi di queste leggende e la loro omogeneità strutturale).

La logica del recipiente e l’antropomorfismo vascolare (Olschki, Firenze 1973; Libreria dell’Università, Pescara 1990; ha in oggetto la forma e funzione dei recipienti d’uso; la vascolarità universale e il valore estetico dell’antropomorfismo).

Magia, politica e società (Libreria dell’Università Editrice, Pescara 1974 / 95; si occupa degli aspetti politici in alcuni processi giudiziari contro le diversità teologiche e ideologiche).

Un culto pastorale sull’Appennino. Inchiesta sul culto di San Domenico di Cocullo (Libreria dell’Università Editrice, Pescara 1988 / 93; è una inchiesta d’archivio e di campo sul culto di S. Domenico di Cocullo e scoperta di nuovi documenti).

Lupari, incantatori di serpenti e santi guaritori (Japadre, L’Aquila-Roma 1995; è la scoperta di una dissertazione di Melchiorre Delfico sui miracoli antivelenosi di San Domenico abate).

Le Sette Madonne Sorelle e la magnificazione del nume. Avvio ad una demopsicologia delle credenze (Japadre, L’Aquila-Roma 1997; si occupa della moltiplicazione nominale del personaggio sacro e della funzionalità della relativa credenza).

Il serpente sull’altare. Ecologia e demopsicologia di un culto. Il patronato antifebbrile di San Domenico di Cocullo e la sua metamorfosi antimorso (Japadre, L’Aquila-Roma 1998; si tratta di una critica della bisecolare teoria marsicana del famoso culto e l’estensione della nuova ipotesi odontico-pastorale).

Le facce e l’anima del folklore. La logica della cultura tradizional-popolare (Japadre, L’Aquila-Roma 2000; è l’avvio al chiarimento della essenza e della struttura del folklore).

La folklorizzazione dei modelli culturali (in “Sociologia”, 2002, pp. 91–104; è la rivalutazione delle qualità dei modelli più che delle qualità dei portatori nella folklorizzazione).

Il folklore e il tempo, in “Rivista Abruzzese”, Lanciano (2005), 1, pp. 11-22; spiega che l’essenza del folklore si fonda più sulla antichità dei modelli che sullo strato sociale dei portatori.

Bibliografia della cultura tradizionale del popolo abruzzese (Editrice dell’Ateneo, Roma, 1964; Libreria Colacchi Ed., l’Aquila 2005, pp. XXVIII-1119; è l’enciclopedia bibliografica del folklore abruzzese, la più ampia delle bibliografie regionali italiane).